La nostra storia
Se qualcuno avesse previsto nel 2009 che EIM sarebbe diventato uno standard del settore, nessuno ci avrebbe creduto.
Tutto è iniziato come un punto all’ordine del giorno di una riunione del team di R&S di Jeanologia — un progetto del venerdì pomeriggio incastrato tra le priorità commerciali. All’epoca, Jeanologia stava guidando il settore del finissaggio dei capi verso una nuova era di responsabilità ambientale, basata sullo sviluppo di macchine, prodotti e processi avanzati.
Arrivò una richiesta interna: “trovare un modo per dimostrare i reali vantaggi ambientali delle nuove tecnologie in sviluppo”.
Il risultato fu una piattaforma software interna che dimostrò rapidamente il suo valore — guidando i team di Jeanologia nello sviluppo di capi commercialmente attraenti, sfidandoli allo stesso tempo a chiedersi come venivano realizzati.
Motivò ingegneri e designer a perseguire un’estetica equivalente con un impatto ambientale significativamente inferiore.
Nel tempo, la piattaforma fu presentata ai clienti — prima alle lavanderie, poi ai brand — come prova di come potesse apparire una produzione più pulita.
Non passò molto tempo prima che lavanderie e brand si rendessero conto che i processi “migliori” significavano anche risparmi sui costi. Di conseguenza, l’adozione crebbe più rapidamente del previsto.
Con la crescita delle ambizioni, crebbe anche la necessità di credibilità. Nel 2018 fu costituito un gruppo di lavoro consultivo indipendente, con membri provenienti da lavanderie, brand e retailer.
Fu un punto di svolta — portando prospettive diverse e imparziali che hanno plasmato la governance e lo sviluppo di EIM negli anni successivi.
Il lancio commerciale di EIM aprì la piattaforma all’intera industria. Qualsiasi brand, lavanderia o produttore — indipendentemente dall’attrezzatura utilizzata, inclusi i concorrenti diretti — può accedere a EIM.
Questa apertura, basata su criteri di misurazione chiari e trasparenti, è ciò che rende EIM un vero standard piuttosto che uno strumento proprietario.
EIM ha prosperato perché è stato costruito dall’interno del settore, da persone con l’esperienza necessaria per comprendere la complessità della produzione tessile. È una piattaforma altamente versatile che rende l’impatto ambientale comprensibile sia al pubblico tecnico che a quello non tecnico.